Analisi Acque – D.lgs 31/2001

Linee guida Regione Piemonte DGR 10/1/2012, n. 2-3258 – analisi acque potabili

Il D.Lgs. 31/2001 e s.m.i., normativa di riferimento per le acque potabili, stabilisce che il titolare dell’impresa alimentare, detto Operatore del Settore Alimentare (OSA) è responsabile della qualità dell’acqua impiegata nel ciclo produttivo e del rispetto dei valori di parametro riportati all’Allegato I del sopra citato decreto, nel punto in cui viene utilizzata dall’impresa.

In riferimento al presente Decreto e a seguito della approvazione da parte della direzione sanitaria della Regione Piemonte (DGR 10 gennaio 2012, n.2-3258) delle Linee guida per il controllo igienico sanitari della qualità delle acque utilizzate nelle imprese alimentari, l’OSA è tenuto ad adottare specifiche procedure di verifica .

La qualita’ dell’acqua, costituisce prerequisito essenziale per la sicurezza degli alimenti.

Nelle ditte alimentari il rischio legato all’acqua è diversificato in base al suo impiego. Il documento riporta quindi una distinzione in due categorie:

  • Categoria 1: imprese che non svolgono preparazione, produzione trasformazione di alimenti, o che svolgono principalmente un’attività di vendita al dettaglio, preparazione o somministrazione oggettivamente elementari e semplici in cui l’acqua utilizzata rappresenta un rischio minimo o nullo.
  • Categoria 1: imprese che svolgono preparazione, produzione o trasformazione di alimenti, compresa la somministrazione, in cui l’acqua utilizzata può rappresentare un rischio sanitario per la produzione.

Tutte le tipologie d’impresa sono tenute ad adottare procedure documentate per la valutazione del rischio connesso all’utilizzo dell’acqua integrate nel piano di autocontrollo.

Le imprese tenute ad effettuare il controllo della qualità dell’acqua sono le imprese che sono dotate di approvvigionamento autonomo e comunque anche in caso di approvvigionamento da rete idrica, tutte quelle imprese che rientrano nella categoria 2.

Il documento determina chiaramente i parametri e la programmazione, in funzione della tipologia di approvvigionamento.

L’applicazione del sistema di autocontrollo da parte dell’OSA non sostituisce i controlli ufficiali da parte dell’ASL competente, la quale ha l’obbligo di accertare l’aggiornamento del piano aziendale predisposto e le caratteristiche di qualità dell’acqua di approvvigionamento.

Le sanzioni previste dal D.Lgs., in violazione agli adempimenti richiesti in termini di autocontrollo (prelievi e analisi interni a carico dell’OSA) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5165 a € 30987.

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